Chi ha diritto all'indennità di accompagnamento
Servono due cose insieme: l'invalidità totale (100%) e il bisogno di assistenza continua, cioè non camminare senza qualcuno accanto, oppure non riuscire a fare da soli le cose di ogni giorno.
I requisiti
- Invalidità civile riconosciuta al 100% (per chi ha tra 18 e 65 anni; per i bambini e gli over 65 la commissione guarda direttamente il bisogno di assistenza).
- Non camminare senza un accompagnatore, oppure non riuscire a compiere da soli gli atti quotidiani: lavarsi, vestirsi, mangiare, prendere le medicine.
- Residenza in Italia. Per i cittadini non europei serve un permesso di soggiorno di almeno un anno.
Nessun limite di reddito e nessun limite di età: spetta anche a chi ha una pensione o a chi ha più di 65 anni.
I bambini: accompagnamento o indennità di frequenza
Un bambino con una disabilità grave può avere l'accompagnamento se non cammina o non fa da solo le cose della sua età. Altrimenti, per i bambini che vanno a scuola o seguono terapie, c'è l'indennità di frequenza: importo più basso, con un limite di reddito, solo per i mesi di frequenza. Non si possono avere tutte e due.
Il ricovero
Se la persona è ricoverata gratis in una struttura pubblica o convenzionata (ospedale, RSA a carico dell'ASP) per più di 29 giorni, l'indennità si sospende per quel periodo. Non si sospende se la famiglia paga la retta, nemmeno in parte: in quel caso va comunicato all'INPS con una dichiarazione. Il patronato ti aiuta a fare la comunicazione giusta.
Se la persona muore
L'indennità spetta fino al mese del decesso. Gli eredi possono chiedere le mensilità arretrate non ancora pagate, con il patronato.
In questa guida
- L'indennità di accompagnamento
- Chi ne ha diritto: requisiti, bambini, ricovero
- Come si chiede e quando arriva: il modulo AP70
Da dove vengono queste informazioni
Sono informazioni generali, non il parere di un avvocato o di un medico. Controlla sempre con l'INPS o con un patronato. Informazioni controllate il 20 ottobre 2026.